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Il Caso Telecom Italia di Michele
Gradi
Resti senza fiato e per un attimo pensi, i soliti italiani, i soliti
amministratori infedeli e traffichini che in questo paese ancora imperversano,
ecco i soli ladroni di “cose pubbliche” perchè Telecom in fondo gestisce una
rete che ha una funzione strategica e di utilità Nazionale. Diciamoci la verità
poi questo Tronchetti non ci è mai stato simpatico anche perché non ha mai fatto
dell’umiltà la sua dote migliore.
Lo stesso si potrebbe purtroppo dire malauguratamente delle sua presunte
capacità manageriali visti i disastrosi risultati del gruppo Telecom.
Proprio alcuni giorni fa parlavamo delle regole, della funzione e dei controlli
in un Mercato maturo ed ecco che compare all’orizzonte lo spettro di Telecom.
In un paese serio, quale speriamo l’Italia possa diventare, Tronchetti Provera
dovrebbe andare a casa e lasciare tutte le cariche con solerte sollecitudine
soprattutto poi in un caso come questo dove, in pratica il controllo aziendale è
reso possibile da un accordo con la famiglia Benetton per mantenere il controllo
di Olimpia che poi a sua volta custodisce il 17,99% di Telecom.
Credo ci si debba augurare nell’interesse della Telecom, dei suoi lavoratori e
dell’Italia intera che ci sia un ricambio al vertice di controllo dell’Azienda.
E’ ormai chiaro che il debito Telecom superiore ai 40 miliardi di euro non potrà
essere affrontato solo con un accordo con le Banca ma per cominciare ci si
aspetta la vendita con celerità di Tim Brazil per una somma stimata variabile
tra gli 8-9 mld euro di incasso. A oggi su Telecom queste sono le sole certezze,
un debito di 40 miliardi, la vendita prossima di Tim Brasile un giudizio
severissimo sul Management che speriamo vada a casa ma per il resto confusione
totale ma vediamo di capire.
Nei giorni scorsi abbiamo trovato un lungo “vociare” relativamente a Telecom con
accuse velate tra Tronchetti e il Presidente Prodi; Tronchetti ci continuava a
dire che nulla è stato deciso in ordine alla vendita di TIM, e che sono stati
numerosi i contatti tra Governo e la Telecom per costruire una soluzione,
dall’altra parte Prodi faceva lo stizzito l’offeso e ci diceva che si ci sono
stati contatti con la Telecom ma che la stessa gli aveva garantito che mai
sarebbe stata venduta TIM. Come mai questa certezza? Il Governo forse aveva un
idea su come risolvere i problemi dell’Azienda? Non è dato sapere, il Presidente
Prodi ci dice solo che aveva avuto rassicurazione affinché la Telecom non
alienasse TIM.
Leggendo articoli ed ascoltando i protagonisti della vicenda mi ero fatto questa
idea; c’erano stati contatti tra le parti tentativi di interferenza del Governo
ma poi Tronchetti per motivi che in quel momento non potevo immaginare non avevo
“rispettato”.
Ma ecco il colpo di scena, un fulmine a ciel sereno che supera la fantasia. Non
solo il Governo Prodi aveva piena cognizione della necessità di Telecom a
trovare una soluzione, non solo era conosciuta l’idea di Tronchetti di
scorporare TIM da Telecom per poi presumibilmente collocarla sul mercato ma era
il Governo stesso che aveva suggerito una soluzione alla Telecom e tutto ciò
tramite Angerlo Rovati. Chi è Angelo Rovati? amico e consigliere da 30 anni di
Prodi, suo consigliere economico con per altro un ruolo di responsabilità nel
gabinetto Governativo. Ed è finita qua? NO alla firma di Rovati, con carta
intestata delle Presidenza del Consiglio, c’è un vero è proprio dossier
articolato che analizzava la questione Telecom, dossier peraltro che con una
certa superficialità veniva inviato via fax dalla Presidenza del Consiglio alla
sede della Telecom. Un dossier articolato che di sicuro non è il lavoro di una
sola persona e non è il lavoro di un pomeriggio e per rendersene conto basta
leggerlo. Ora si capisce la rabbia di Prodi!!!! Pensava di aver raggiunto un
accordo con Tronchetti Provera, alla fine lo stesso rende pubblico il dossier e
ti “sputtana” a livello mondiale. Come dagli torto, tu credi di essere sicuro e
fai anticipare il lavoro via fax, (ingenuità che denota o una incredibile
superficialità o una immensa sicurezza) e poi ti senti tradito. Ma arriviamo al
contenuto del fax: il Governo ipotizzava di far intervenire la Cassa Depositi e
Prestiti per una somma da quantificare tra i 25 e i 30 miliardi di euro mediante
la quale ovviamente Telecom sarebbe tornata parzialmente pubblica, anzi in gran
parte pubblica. Non solo, la divisione della rete fissa a quella mobile avrebbe
permesso l’accesso anche di SKY con la chiara volontà di creare il ben noto
terzo polo formato da La 7 SKY e MTV.
E notizia di queste ore che Rovati riferisce come l’unico responsabile sia lui,
e noi tutti i crediamo …. Si si come no… si certo di un dossier che è uno studio
un analisi articolata per un investimento di 25 miliardi di euro.
Ecco quindi, prima eravamo senza fiato ora anche senza parole quasi tramortiti.
Facciamo una sintesi, Il presidente del Consiglio Italiano ha presumibilmente
MENTITO al Paese di cui non è il padrone ma il legittimo e legittimato
amministratore. Certo non c’è la prova ma per molto meno in altri paesi del
Mondo i Governi vanno in Parlamento a riferire.
Ma ipotizziamo che per qualche oscuro motivo non si vuole dare rilievo e peso a
questa questione a livello nazionale, ma la comunità Internazione è tra il
preoccupato, lo sgomento e il senza parole. Il ministro Di Pietro si è già messo
contro la fusione tra Autostrade e gli Spagnoli con motivazioni difficile da
difendere e ora arriva un messaggio terribile “l’Italia è un Paese in cui la
Politica si inserisce a gamba tesa nella politica industriale”. Questo è il
messaggio all’estero e le conseguenze non sono percepibili a breve. Per non
parlare poi dell’esplicito interesse di provare a far sorgere un terzo polo con
l’ingresso di SKY.
Questa storia ha fatto malissimo all’Italia e alla nostra immagine su questo non
c’è alcun dubbio e di questo siamo preoccupati e addolorati. Come finirà? Con
Tim Brasile venduta rapidamente, con un accordo a tre Governo Banche amiche e
Telecom ma si vedrà.
Mentre esprimo i miei pensieri sento che Tronchetti Provera ha depositato le
proprie dimissioni; erano necessarie e dovute ma.. ce ne saranno altre? Non
credo…
Michele Gradi
m.gradi@gmail.com
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